Essere Giuseppe Mascara

 Giuseppe Mascara BAnt caricature
Giuseppe Mascara è un ex calciatore italiano, recita Wikipedia. Io lo conosco bene perché ha militato a lungo nel Catania, la mia squadra. Proprio così, tifo per il Catania, che c’è di strano? Sono rossazzurro dal lontano 1984 e non ho mai tifato per nessun’altra squadra. Ho già avuto un’infanzia difficile per questo, quindi per favore non ti ci mettere pure tu. E metti giù quel sopracciglio…

Comunque, Giuseppe Mascara è un ex calciatore italiano che io conosco benissimo perché le cose migliori in carriera le ha fatte al Catania, mentre tu probabilmente lo ricordi, se lo ricordi, soprattutto per questo gol eccezionale (purtroppo non si trova su Youtube ad una risoluzione decente).
Un gol segnato al Palermo, fuori casa, da centrocampo, in una gara di campionato vinta poi 4-0. C’è da aggiungere altro? Non credo, perché se segni da metà campo un gol del genere nel derby di Sicilia, fuori casa, e costringi parte degli spettatori di fede opposta ad applaudirti, fai felice un sacco di persone e ti guadagno un posto nella storia del calcio, almeno del calcio che interessa a me. Certo, anche se segni il rigore del sorpasso all’Inter di Mourinho destinata al triplete, e lo fai con il colpetto sotto, quel posto lo consolidi, ma non è la stessa cosa.
Manco a dirlo, dopo queste prodezze è stato facile perdonargli tutti quei gol che ci ha segnato prima di venire a giocare da noi, per esempio con le maglie di Avellino e Salernitana.

Per avere un’idea di cosa parlo, goditi questo video che raccoglie alcune prodezze di Peppe Mascara:

Di lui, il più famoso collega Maxi Lopez, ha detto:
“Durante la mia carriera ho giocato con tantissimi campioni tra River Plate, Gremio, Barcellona, Milan.
Fenomeni come Ortega, Cambiasso, Aimar, Messi, Rivaldo, Xavi, Iniesta, Ibra…gente che con la palla, fidatevi, faceva quello che voleva.
Ma ancora non avevo conosciuto uno che a mio avviso, tecnicamente, era un vero e proprio fenomeno.
Peppe Mascara era davvero unico.
Sul piano del palleggio e del tocco di palla non aveva da invidiare niente a nessuno.
A Catania in allenamento facevamo delle scommesse da bambini: ad esempio scommettevamo su chi da centrocampo circa riusciva a prendere più volte la traversa su dieci tiri.
Scommettevano di tutto…arancini, cannoli, cene di pesce…
Beh, perdevo sempre, non ho vinto una sola volta.
Ricordo che un pomeriggio dopo l’allenamento fece 9 su 10 e l’ultimo tiro passò a un soffio dalla traversa. Impressionante.
Penso che Peppe avrebbe potuto fare una carriera sicuramente superiore. Ma a lui poco interessava. Lui amava davvero questo sport e poi era uno che ti faceva ridere sempre, anche nei momenti difficili…con quella faccia, come facevi a non ridere!?”
Sebbene non possa essere del tutto obiettivo, sono d’accordo con Maxi: ritengo che Mascara avrebbe potuto arrivare prima in Serie A e giocarci più a lungo. Non so spiegarmi perché ciò non sia accaduto. Le sue piccole soddisfazioni però se l’è prese. Per esempio è stato per un po’ il miglior cannoniere di sempre del Catania in Serie A, prima di essere superato da Gonzalo Bergessio. E poi è stato il primo, e ad oggi, dicembre 2017, anche l’unico, giocatore del Catania ad avere timbrato una presenza in Nazionale, sebbene solo in amichevole: Italia-Irlanda 3-0 giocata a Pisa il 6 giugno 2009. Quella volta l’allora Commissario Tecnico azzurro Marcello Lippi convocò anche Marco Biagianti, senza però mandarlo in campo.
Alla luce di quanto ti ho appena raccontato, non credo ti soprenderà apprendere che disegnare Giuseppe Mascara ha su di me un effetto rilassante. Lo ricordo come uno dei pilastri della squadra che è tornata in A nel 2005-’06, dopo 23 stagioni fatte di vicissitudini di tutti i tipi, e di quelle che hanno fatto molto bene anche negli anni successivi. Poiché poi ha quella simpatica faccia da cartone animato, non devo pensare più di tanto a quali caratteristiche esagerare o a come rendere la somiglianza. Lo disegno e basta, e di solito mi viene bene.
Noi che gli vogliamo bene gli abbiamo affibiato diversi soprannomi: playstation, topolinik e quello che presferisco: Mascarinho. Già perché credo che sia uno dei giocatori italiani più “brasileri” che si sono visti all’ombra dell’Etna. E chissà, forse proprio perché non è brasiliano di passaporto non ha avuto ancora più fortuna nell’esterofila Serie A italiana.
Beh, ho cominciato a scrivere con l’intento di mostrarti come disegnato Mascara, e ho finito per dilungarmi, quindi per i dettagli su “come l’ho fatto” ti rimando al prossimo post.
Se cercavi ispirazione posso lasciarti un umile consiglio: quando ti eserciti e magari hai poca voglia, disegna qualcuno o qualcosa che ti ricorda dei momenti piacevoli. Lo stato d’animo è incide sulla qualità dei tuoi disegni molto più di quanto immagini.

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