Mio cugino Vincenzo

Quando andavo al liceo mi piaceva un sacco andare al cinema con i miei amici e non facevo mai storie sulla scelta del film perché fare lo schizzinoso poteva significare perdermi qualche bella storia. Così ho visto tante schifezze o cose che non facevano per me, ma ho anche avuto qualche bella sorpresa, come la commedia Mio Cugino Vincenzo (1992), complice Leo Gullotta, il cui doppiaggio in simil siciliano ha reso irresistibile il personaggio del protagonista impersonato da Joe Pesci.  La deliziosa Marisa Tomei (Oscar quale miglior attrice non protagonista) e il volto da bravo ragazzo di Ralph Macchio hanno fatto il resto, insieme ad una sceneggiatura con i ritmi giusti. Beh, mica ti aspetterai che ti racconto la trama? Per quella c’è il nostro comune amico Google. Ti racconto invece tutti i passaggi della realizzazione del lavoro, il che potrebbe esserti utile per qualche spunto.
Non so bene se i miei sforzi, che sono stati enormi, te lo assicuro, hanno dato i loro frutti, di certo questo nuovo esercizio mi ha spinto micropasso avanti sulla strada dell’apprendimento.

Se quando mi cimento nei ritratti dei calciatori cerco di essere preciso, mentre quelli degli attori cerco uno stile più “minimalista”. In questo caso, in realtà, contrariamente a quanto ho fatto per il poster de “Il segreto dei suoi occhi“, non sono riuscito nell’intento, però non ho aggiunto il colore, lasciando il bianco e nero, o meglio i toni di grigio. I tre ritratti sono stati una sfida più difficile di quanto mi aspettassi. Ralph Macchio credevo sarebbe stato semplice perché è un viso familiare, ma forse lo era più che altro nella version Karate Kid, infatti ho faticato parecchio per realizzare qualcosa che mi convincesse. Alla fine ho scelto di allungare il viso e mi sono aiutato copiando e ribaltando orizzontalmente uno dei due occhi per ottenere la giusta simmetria e per passare al digitale ho seguito la procedura descritta nel tutorial sullo scontorno.
 Ralph Macchio grayscale caricature by BAnt
Quando mi sono cimentato con il volto di Joe Pesci ho deciso quasi subito che l’esagerazione giusta era rendere la forma del viso più quadrata possibile e abbastanza ruvida. Anche in questo caso ho avuto molte difficoltà con occhi e sopracciglia e ho dovuto ricorrere al copia e incolla di una metà per poi ribaltarla via software ed ottenere un volto simmetrico. Come ho già raccontato però, la principale novità è stata che ho deciso di inchiostrare la matita coni pennini. Una follia considerato che sarà la seconda volta che li uso. Il motivo principale, oltre l’incoscienza, è stato che l’inchiostro Winsor Newton è molto buono e resiste alla gomma, mentre con i marker che uso di solito devo spesso fare una seconda passata dopo aver cancellato la matita, altrimenti l’estrazione della lineart via software diventa più complessa. Probabilmente questo non è il mio ritratto più riuscito, tuttavia mi sono fatto piacere il principio “fatto è meglio che perfetto”.
 Joe Pesci, grayscale digital caricature by BAnt
Per Marisa Tomei, a parte la soggezione di dover rappresentare in modo caricaturale una bella donna, che comporta la paura di un effetto drag queen di cui parla Tom Richmond, non ho avuto troppi problemi: sono riuscito a completare il lavoro in modo abbastanza veloce, secondo me con buoni risultati. Non ho rinunciato all’aiuto del software per sistemare il volto, tuttavia le mie correzioni sono sempre poco invasive e non intaccano la creatività del lavoro.
 Marisa Tomei, grayscale digital caricature by BAnt
Mettere insieme i tre volti in uno dei manifesti del film è stata la parte più facile. Per motivi calcistici detesto il bianconero, ma non posso negarne l’eleganza e credo che nel complesso il lavoro finale non sia niente male.
 Ma non sta me dare giudizi. Dimmi pure la tua!My Cousin Vinnie poster by BAnt

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