Come iniziare (e finire) un nuovo progetto

Come iniziare (e finire) un nuovo progetto

Sarà capitato anche a te di partire in quarta folgorato da una idea e di abbandonarla prima di riuscire a concretizzarla.
Magari avresti voluto imparare a suonare la chitarra, e all’inizio eri sinceramente convinto di volerlo fare a costo di qualunque sacrificio, oppure avevi scoperto la passione per i bonsai, o ti eri visto pittore, fotografo, scrittore o tennista per poi gettare la spugna senza rimpianti molto prima di superare il livello “principiante”.

Non è una cosa negativa avere tante idee e iniziare diverse attività, ma se ti rendi conto che troppo spesso queste iniziative svaniscono nel nulla, hai un problema.

Sebbene pare che anche genio come Leonardo da Vinci tendesse a non finire tutto quello che iniziava, in generale non fa male allenare la propria capacità di andare fino in fondo sia perché la vita è breve e non va sprecata girando a vuoto, sia perché la soddisfazione di ottenere dei risultati è fondamentale per alimentare la propria autostima.

Tale soddisfazione spinge infatti il cervello a mettere in circolazione più dopamina, un neuro-ormone che ha effetti positivi sul comportamento, l’umore, la motivazione, nonché sulla memoria di lavoro e di apprendimento.

Ne consegue che condurre con successo un progetto innesca una reazione a catena che genera altri successi.

Quando lavoravo nel settore ricerca di una grande multinazionale, restavo basito dal fatto che venissi valutato non tanto per i progetti che finivo, quanto per quelli che iniziavo, un atteggiamento antieconomico per l’azienda che ha fatto proliferare una schiera di palloni gonfiati incapaci di concludere qualcosa di utile per la compagnia, contribuendo all’implosione della compagnia stessa.

Se in quel contesto la causa del problema era l’incapacità di premiare i migliori per un frainteso concetto di meritocrazia, nella vita quotidiana il motivo per cui ci arrendiamo prima di arrivare a realizzare un progetto è che non lo abbiamo pianificato bene.

Se avessi solamente un’ora per salvare il mondo, passerei 55 minuti a definire bene il problema e 5 a trovare la soluzione Albert Einstein (fisico, 1879-1955)

Dunque, sia che tu voglia scrivere un libro, sia che tu debba affrontare un esame universitario o la tesi, sia che abbia voglia di cambiare stile alimentare o programmare un buon allenamento, devi prima farti alcune domande e darti le relative risposte.

Fatti (almeno) 5 domande

Ho sentito parlare delle 5 W a proposito di come si imposta un articolo di giornale, ma a quanto pare la formula funziona anche in altri contesti. Le 5 W” corrispondono infatti a 5 domande che, nella versione inglese, cominciano tutte con la stessa lettera.

“Cosa?” (“What?”)

Di cosa si tratta? In cosa consiste il tuo progetto?
Chieditelo prima di fare qualunque cosa. Cerca di rispondere in modo quanto più specifico possibile. Se non riesci ad essere specifico allora è possibile che la tua idea sia troppo vaga o troppo oscura per essere portata avanti.
Se dovesse essere così, accorgertene prima di cominciare ti eviterà di sprecare tempo che potrai dedicare a pianificare la tua prossima sfida.

“Perché?” (“Why?”)

Quando ti salta in mente di iniziare un nuovo progetto, di qualunque natura esso sia, la domanda principale che devi farti è la più universale: Perché?

Perché vuoi investire fatica e tempo?

Se la risposta è che semplicemente devi farlo perché è un obiettivo di lavoro che ti è venuto dall’alto senza che tu avessi alcuna voce in capitolo, non devi faticare più di tanto per trovare la motivazione: devi andare fino in fondo per centrare il risultato e meritarti lo stipendio.

Siccome però di solito questo tipo di incentivo non basta, sarà bene che ti concentri sul farti piacere il processo, cioè il flusso di lavoro che dovrà portarti al risultato.
Sei uno smanettone? Beh allora usa i software che ti vanno più a genio, o sfrutta l’occasione per imparare a usarne di nuovi se questo ti porterà a procedere più velocemente o a rendere più interessante il lavoro.

Se invece sei tu che ti sei imbarcato in una avventura, devi accertarti di volere davvero quello che potresti ottenere arrivando fino in fondo.
Questa fase è fondamentale perché qualunque progetto ha dei momenti di stanca e pone delle difficoltà che potrai affrontare e superare solo se hai la motivazione per farlo. Se non sai quale sia il tuo obiettivo, o visualizzarti quando avrai tagliato il traguardo non ti stimola più di tanto,  prima o poi mollerai per il semplice fatto che non quel progetto non è realmente una tua priorità, è solo un idea di cui ti sei infatuato.

La domanda a questo punto si trasforma da generica a precisa: come fare a mantenere l’interesse per il progetto per tutta la sa durata?
Se stai lavorando su qualcosa di cui sei appassionato, non hai nulla da temere, la motivazione non svanirà da un giorno all’altro, potrà affievolirsi di fronte risultati non del tutto soddisfacenti, ma qualcosa ti spingerà sempre a riprendere il filo del discorso aggiustando il tiro.

La strategia che ti consiglio per questo problema è di spiegare a te stesso il tuo progetto, nel modo più semplice possibile,e poi semplificare ancora, fino a capire quale sia l’azione minimale che può portarti a fare un passo avanti verso il tuo obiettivo.

Se devi scrivere un romanzo, imponiti di dedicare almeno mezz’ora alla scrittura ogni giorno.
Datti un obiettivo facile da raggiungere: mezza pagina, 500 battute, una bozza di una qualunque parte della tua storia. Farò schifo, ma sarà pur sempre un passo avanti. E fare un passo ogni giorno, qualunque cosa succeda, ti porterò, dopo una settimana ad essere molto più avanti che se non avessi fatto nulla.

Anche perché la mezz’ora che volevi raggiungere, magari diventerà un’ora nella maggior parte dei casi, o solo qualche volta. Le 500 battute minime da raggiungere nei giorni “no” saranno in realtà 550 e il traguardo sarò sempre più vicino.

“Chi?” (Who?”)

Chi saranno i tuoi compagni di viaggio?
Il tuo capo, il tuo relatore, o semplicemente una community di riferimento sul web.
Conoscere i tuoi punti di riferimento è importante perché dei sapere su chi puoi contare per reggere anche i momenti più stressanti e sconfortanti, oltre che per condividere quelli più positivi.

“Dove?” (Where?”)

Domanda apparentemente banale, in realtà decisiva.
Lavorare al tuo progetto deve essere facile. Se esso consiste nel perdere peso, fai in modo che la palestra sia quanto più possibile vicino casa, meglio se nel tuo stesso palazzo.
Questo nell’ottica di renderti difficile trovare scuse per saltare un allenamento nei giorni in cui ti senti scarico.
Fai anche in modo da assicurarti che tutto quello di cui hai bisogno per lavorare sia a tua disposizione.
Se vuoi scrivere un blog, procurati un PC portatile e una connessione a internet. Oggigiorno non è difficle.
Potrai usare il Wi-Fi domestico quando sei a casa e il tuo smartphone come modem, nel caso tu voglia sfurttare tempi morti quando sei fuori.
Fai in modo anche da avere sempre con te una penna e un taccuino per annotare le idee che ti vengono in mente quando stai facendo altro.
Vanno benissimo applicazioni per smartphone equivalenti (conosci Evernote?).
Il tuo smartphone ha pure registratore vocale, va benissimo anche quello.

“Quando?” (When?”)

Altra domanda chiave. Devi sapere dove vuoi arrivare ma anche in che tempi vuoi riuscirci.
Inoltre devi sapere in quale momento della giornata vuoi occuparti del tuo progetto.

Non devi essere rigido, ma se hai la possibilità di darti un orario fisso, questo faciliterà tutto il processo di avvicinamento al risultato finale.
Le abitudini, intese come routine quotidiane, secondo molti sono il segreto del successo.
Se puoi farlo, dedicati al tuo obiettivo sempre la mattina – che per la maggior parte delle persone è il momento del giorno di maggiore produttività  – o in pausa pranzo, o prima di andare a dormire. O anche in tutti e tre i momenti.

Difficilmente pensare di farlo “ogni volta che posso” garantirà gli stessi risultati, perché per natura tendiamo dare la precedenza a obiettivi estemporanei e a lasciar perdere se non abbiamo a disposizione un lasso di tempo abbastanza lungo.
Inoltre avrai bisogno di scadenze. Dovrai tradurre il tuo progetto in un processo, tanti singoli passi da compere in sequenza, ognuno dei quali richiederà un cert sforzo e un certo tempo. Di conseguenza dovrai fare una stima di quanto tempo richieda ogni passo e verificare frequentemente se le tue previsioni sono o meno realistiche.
Per questo è anche importante fare una sola cosa per volta.
Il multitasking è un’invenzione del politichese aziendale che non ha mai funzionato.

Non smettere mai di farti domande

Le “5 W” sono una bella sintesi, tuttavia non esauriscono le domande che devi farti per centrare l’obiettivo di concludere con successo il tuo progetto.
Devi chiederti quali aspetti del caratteriali possono aiutarti nel percorso, e quali potrebbero ostacolarti.
Devi sapere quali delle competenze che hai già ti serviranno e come acquisire quelle che ti mancano ma che sono ugualmente necessarie.
Devi anche chiederti in che forma dovrai divulgare i tuoi risultati (un sito web, un blog, una tesi, una presentazione, un libro, un articolo, …)

Man mano che andrai avanti nelle diverse fasi di un progetto e man mano che completerai i tuoi progetti, capirai quali sono gli aspetti da rifinire, che di solito si traducono in nuove domande da porti, oppure nel correggere quelle che già ti sei fatto.
Insomma, troverai il flusso di lavoro che meglio funziona per te.
L’importante è non smettere mai di perfezionare il tuo metodo di lavoro in modo che funzioni al meglio per te, che ti calzi sempre come un vestito su misura.

In questo modo fallirai sempre meno spesso.

Bibliografia e letture consigliate

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